L’indagine del CPV in merito alle quantità di piombo impiegate per la caccia

Gli effetti dell’uso di munizioni al piombo nella pratica venatoria

Il piombo, allo stato fondamentale non è pericoloso. Le parti del metallo esposte all’aria però si ossidano rapidamente formando una patina di diossido di piombo ( R 61-E20/22-33-50/53-62; S 53-45-60-61). Fortunatamente tale ossido è quasi insolubile in acqua, come lo è la biacca. Ciò ha, per assurdo, reso sicuro ed efficace il trasporto di acqua su tubature in piombo, cosa che di fatto continua anche ai giorni nostri. Sebbene il piombo sia molto resistente ad acidi inorganici forti (solo l’acido nitrico a caldo è in grado di intaccare efficacemente il metallo), di contro si dimostra debole e prono alla corrosione verso gli acidi organici, anche deboli, tra cui gli acidi fulvici e umici, normalmente presenti in concentrazione variabile in qualsiasi terreno.

L’INCIVILTA’ DELLA CACCIA ANCORA IN PRIMO PIANO, MIGLIAIA DI BOSSOLI DI CARTUCCE ABBONDONATE NELLE GOTTE DELLA ZONA “DEL COL DEL COLOMBO”

IL C.P.V. DENUNCIA AL SINDACO DI RECOARO IL COMPORTAMENTO “DEI SOLITI IGNOTI”.

Anfratti e grotte coperte da una coltre di cartucce, a migliaia, le impietose fotografie scattate dalle guardie zoofile/venatorie della LIPU, nella grotta adiacente alla strada comunale di Recoaro, denominata “col del Colombo” non lasciano spazio a dubbi. Le immagini documentano che si tratta di bossoli di munizioni abbandonate dai cacciatori questa annata di caccia, tuttavia sono visibili anche cumuli di parti di bossoli bruciati, probabilmente risalenti alle precedenti annate.

LA PROVINCIA DI VICENZA IN DEBITO DI OLTRE CENTOSETTANTA MILIONI DI EURO CON I PROPRIETARI DEI FONDI IN USO ALLA CACCIA

L.A.C. E C.P.V. METTONO A DISPOSIZIONE I PROPRI LEGALI PER UNA CLASS ACTION A FAVORE DEGLI AGRICOLTORI E DEI PROPRIETARI TERRIERI.

I proprietari di terreni Vicentini ove si svolge la caccia vantano un credito nei confronti della provincia di € 17.500.000 solo per il 2011. La Regione Veneto, infatti, non ha mai dato attuazione all’art. 15 della legge nazionale n.157 del 1992 sulla disciplina della caccia secondo cui è “dovuto ai proprietari o conduttori un contributo da determinarsi a cura della amministrazione regionale in relazione alla estensione, alle condizioni agronomiche, alle misure dirette alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente” ; una spesa a cui si deve far fronte con la tassa di concessione venatoria regionale.

IL COORDINAMENTO PROTEZIONISTA VICENTINO RACCOGLIE I DATI DI “ALTANA SELVAGGIA”

IN TRE SETTIMENE SCOVATE BEN QUASI CENTO STRUTTURE, ORA I PROPRIETARI DEI TERRENI OVE SORGONO SARANNO DENUNCIATI PER ABUSO EDILIZIO

Alle sedi delle associazioni non passa giorno, che non arrivi una segnalazione di “altana selvaggia” Come è stata battezzata questa iniziativa di “salvaguardia ambientale”, chiamano persone che vanno a passeggio nei boschi o abitanti della zona, ora, finanche cacciatori.
In poche settimane, sono state segnalate 82 strutture, in vari comuni, da Valdagno a Malo, Castelgomberto, Schio, ma anche sui monti Berici da Brendola a Nanto, Barbarano, Zovencedo, comuni questi ultimi situati all’interno del “ sito di importanza comunitaria dei colli Berici”, dove per costruire oltre alla concessione edilizia, vige l’obbligo di autorizzazioni specifiche, in relazione all’incidenza ambientale.

LE REGIONI IN DEBITO DI CENTINAIA DI MILIONI DI EURO CON I PROPRIETARI E CONDUTTORI DEI FONDI OVE SI SVOLGE L’ATTIVITA’ VENATORIA – LA LAC PROMUOVE UNA CLASS ACTION A DIFESA DEI PROPRIETARI DEI TERRENI DOVE SI CACCIA

Nell’imminenza dell’apertura della caccia per il 18 settembre, scoppia il caso destinato a fare discutere.
I proprietari di terreni veneti ove si svolge la caccia vantano un credito nei confronti della Regione Veneto di € 76.269.970 solo per il 2011. La Regione Veneto (insieme a tutte le altre), infatti, ha mai dato attuazione all’art. 15 della legge nazionale n.157 del 1992 sulla disciplina della caccia secondo cui è “dovuto ai proprietari o conduttori un contributo da determinarsi a cura della amministrazione regionale in relazione alla estensione, alle condizioni agronomiche, alle misure dirette alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente” ; una spesa a cui si deve far fronte con la tassa di concessione venatoria regionale.

Doveva essere: La protezione della fauna selvatica e prelievo venatorio, è diventata solo “caccia”

Nella missiva pubblicata il 27 luglio l’assessore alla caccia Marcello Spigolon, ci propone una lunga carrellata di cose positive, tanto che il lettore che non conosce la materia può rimanere stupito dai risultati descritti.
La realtà è completamente diversa, quello dell’assessore è il solito spot politico/venatorio, la solita sviolinata ai cacciatori a cui ci ha abituato, un modus-operandis, in cui è vietato affrontare i gravissimi problemi che attanagliano la fauna selvatica. Per completezza d’informazione, va ricordato che la materia è normata dalla legge quadro nazionale 157 del 1992, la stessa ha una dicitura precisa : protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. Ovvero la caccia è una possibilità di fruizione di questo bene comune, ma la priorità e la salvaguardia nella sua biodiversità, il consolidamento e l’arricchimento.

IN RELAZIONE ALL’APPROVAZIONE DEL CALENDARIO VENATORIO 2011-2012, IL COORDINAMENTO PROTEZIONISTA VICENTINO ANNUNCIA RICORSO AL T.A.R. DEL VENETO IN QUANTO SI TRATTA DI UN DOCUMENTO “CONTRONATURA”, UNA DELIBERA PER SPARATORI, CHE ALLUNGA LA STAGIONE DI CACCIA FACENDOSI BEFFE DI QUANTO STABILITO DALLA LEGGE 96/2010.

Ovvero, la regione Veneto con il calendario approvato non ha tenuto minimamente conto di una direttiva Europea e di una legge dello stato, che prevede all’articolo 42 delle limitazioni consistenti per le specie in difficoltà.
Analizzando il contenuto del nuovo Calendario Venatorio del Veneto, si nota subito come sempre, che a rimetterci ancora (tanto per usare un eufemismo )è la fauna selvatica, il calendario, non ha sicuramente quello stile di rispetto faunistico, che ci impone la situazione attuale di criticità e rischio di estinzione in cui versano molte specie di animali.

IL COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI PROTEZIONISTICHE VICENTINE VENUTO A CONOSCENZA DEI GRAVI ED EFFERRATI ATTI DI BRACCONAGGIO COMPIUTI DA UN CACCIATORE NEI PRESSI DEL LAGO DI FIMON, HA DECISO DI METTERE UNA TAGLIA DA RICONOSCERE A CHIUNQUE DIA INFORMAZIONI CHE PERMETTANO L’IDENTIFICAZIONE DI QUESTO AUTENTICO “INFAME”

Da settimane negli ambienti dei cacciatori di Arcugnano si vocifera sulle gesta di questo bracconiere, qualcuno di loro indignato, ha cominciato a parlarne all’esterno, ora dal Tormeno a Longare sono in molti che potrebbero conoscerne l’identità.
Ma per quale motivo alcuni cacciatori si sono indignati? Di cosa si è macchiata questa persona?

A Conco un piccolo di muflone investito difeso invano per ore da una “neo mamma”

Il centro recupero fauna selvatica non può più attendere, altro scandaloso episodio si è verificato a Conco, un piccolo di muflone investito da un’automobile in maniera non grave difeso strenuamente per ore da una “neo mamma” dai coltelli di cacciatori e polizia provinciale. Quanto è accaduto alla sig. Giorgia Marangoni lascia increduli sgomenti e perplessi, ecco la sua testimonianza.