Il libro “Caccia Sporca”
La caccia in veneto, una vergogna europea

Il libro è in download libero. Si ringrazia Riccardo Bottazzo che ne ha curato la realizzazione. Gli altri suoi libri sono disponibili presso www.caminantes.it.

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A volte ci si chiede perchè la caccia sia così invisa a (salvo poche e rare eccezioni) tutto il mondo animalista e ambientalista, quello vero1.

A qualcuno sarà capitato di telefonare a qualche amico che abita fuori città, proponendo magari una bella passeggiata nel verde, approfittando delle ultime giornate calde di ottobre, e sentirsi rispondere «Guarda, non è il caso, la caccia è aperta. Piuttosto faccio un salto io in centro»

Leggendo il giornale, specialmente nel periodo settembre-marzo, si leggono tanti trafiletti tipo
“Incidente di caccia, morto e/o ferito …”, “cane ammazzato a fucilate”, “Gatto torna a casa pieno di ferite da pallini di piombo”, “Ho avuto un diverbio con un cacciatore e poco dopo mi fucila il cane in giardino”, “Trovato cane da caccia seppellito vivo”2.

Sempre leggendo il giornale ci si chiede cos’è questa famigerata “caccia in deroga” e perché è così importante, tanto da scatenare un contenzioso con l’Unione Europea

Passando vicino alle case di campagna spesso si notano recinti angusti con cani da caccia chiusi dentro. Sempre. I più fortunati hanno un riparo dalle intemperie.

Sempre passando vicino alle case di campagna, quelle che invece non hanno box con cani da caccia, talvolta presentano curiosi buchi sull’intonaco e gli infissi posti verso i campi

Camminando tra boschi e prati durante l’autunno si vedono spesso cacciatori attrezzati di tutto punto, attrezzature senza dubbio costose, e ci si domanda come facciano queste persone a permettersele viste le crescenti difficoltà economiche del cittadino medio.

Sempre tra i boschi, specie in gennaio-febbraio, ci si imbatte in costruzioni che ricordano le impalcature dei muratori. E ci si chiede come abbiano fatto ad avere le autorizzazioni, visto che il cittadino medio per fare qualsiasi cosa deve prima ottenere il “lasciapassare A38”.

Guardando i cacciatori che setacciano un terreno alla ricerca delle poche vittime scampate alla stagione precedente ci si chiede se abbiano chiesto il permesso al proprietario del fondo, e cosa questo ci guadagna

Ogni anno si sente di problemi ambientali, animali che fanno danni, e di prodi cacciatori pronti a sacrificarsi per ristabilire l’equilibrio ecologico. Equilibrio che prontamente viene a mancare a settembre dell’anno successivo.

Nel libro verranno affrontati questi e altri temi, presentando la caccia e il cacciatore per ciò che realmente è (un costoso e dannoso anacronismo) e non per l’insostituibile “sentinella della natura” che vuol far credere di essere.

Si scoprirà anche che il Veneto è la Regione in cui è consentito sparare a più specie protette

Grazie anche alla Legge Deroga piccoli e utili insettivori come la peppola o la pispola, grandi ittiofagi come i cormorani e gli uccelli migratori tutelati in tutta Europa, vengono abbattuti a centinaia di migliaia ad ogni stagione venatoria. In Veneto la Regione finanzia con fondi pubblici pratiche barbare come i roccoli; è consentito sparare perfino a cani e gatti classificati come “inselvatichiti”; si spara con pallini di piombo che avvelenano fiumi, lagune e sorgenti. La potente lobby dei cacciatori detta le leggi venatorie e la Regione obbedisce. Noi crediamo che sia il momento di voltare pagina e di tutelare prima gli animali e l’ambiente che i cacciatori.

  1. Quelli che in gergo vengono chiamati “ambientalisti al piombo” o “protezionisti calibro 12”, cioè gente che nascondendosi dietro alla bandiera dell’ecologia e della protezione dell’ambiente mira soprattutto a poter sparare a tutto ciò che si muove.
  2. I casi che giungono ai giornali sono solo una minima parte, la punta dell’iceberg. In molte località, dove il numero di fucili supera quello degli abitanti, casi come questi sono considerati normali, ordinaria amministrazione.

La presentazione del libro.