LA “LEGGE BERLATO” SUGLI APPOSTAMENTI PRECARI PER LA CACCIA E LE “TALPE IN COMUNE”

Le Guardie Zoofile dell’ENPA scovano 19 strutture abusive tra capanni ed altane per la caccia equamente distribuite tra i due ambiti territoriali di caccia Vicentini,

e ricomincia il balletto delle denunce in Procura per abusivismo, ma andiamo con ordine;

Dicembre 2015, in Consiglio Regionale del Veneto va in scena l’ennesima modifica della legge 50 del 1993, una modifica proposta e voluta dal consigliere di maggioranza Sergio Berlato, paladino a suon di voti dei cacciatori in Veneto.

La modifica in sintesi prevede che il cacciatore possa costruire la struttura per la caccia a terra o in elevazione per il tempo necessario allo svolgimento della stagione venatoria, e fissa i tempi per lo smantellamento, come di seguito riportato:

CACCIA, LA GIUNTA REGIONALE DEL VENETO “PERDE LA BUSSOLA” E APPROVA L’ENNESIMA MODIFICA ALLA LEGGE 50/93 IN NETTO CONTRASTO CON DUE LEGGI DELLO STATO

I PROTEZIONISTI HANNO FORMALMENTE CHIESTO L’INTERVENTO DELLA CORTE COSTITUZIONALE PER RISTABILIRE IL DIRITTO.

Altane e capanni abusivi, la giunta regionale del Veneto come pubblicato nel BUR del 13/07/2012 ha modificato per l’ennesima volta la legge regionale 50/93 sulla protezione della fauna selvatica.
Le modifiche apportate permetterebbero ai cacciatori di eludere due pilastri che regolamentano le costruzioni, la richiesta di titolo edilizio e il vincolo paesaggistico.

IL COORDINAMENTO PROTEZIONISTA VICENTINO RACCOGLIE I DATI DI “ALTANA SELVAGGIA”

IN TRE SETTIMENE SCOVATE BEN QUASI CENTO STRUTTURE, ORA I PROPRIETARI DEI TERRENI OVE SORGONO SARANNO DENUNCIATI PER ABUSO EDILIZIO

Alle sedi delle associazioni non passa giorno, che non arrivi una segnalazione di “altana selvaggia” Come è stata battezzata questa iniziativa di “salvaguardia ambientale”, chiamano persone che vanno a passeggio nei boschi o abitanti della zona, ora, finanche cacciatori.
In poche settimane, sono state segnalate 82 strutture, in vari comuni, da Valdagno a Malo, Castelgomberto, Schio, ma anche sui monti Berici da Brendola a Nanto, Barbarano, Zovencedo, comuni questi ultimi situati all’interno del “ sito di importanza comunitaria dei colli Berici”, dove per costruire oltre alla concessione edilizia, vige l’obbligo di autorizzazioni specifiche, in relazione all’incidenza ambientale.